🏔 RIGONI STERN ðŸ”

Mario Rigoni, in questo libro ripercorre la parte più importante della sua vita: la guerra in Russia.

Già, perché Rigoni era un veterano della seconda guerra mondiale, ed in questo libro ripercorre il suo viaggio, ma in un modo tutto nuovo: a fumetti!

Non conoscevo la sua storia prima, ma devo dire che dopo essermi documentata un pò ho preso in mano questo libro e l’ho compreso in tutte le sue parti, facendomi anche emozionare!

Un libro con una storia piena e ricca di significati e insegnamenti, ma adatto anche ai più giovani.

Insomma, non posso non ringraziare @camillatrainini per aver condiviso con me la notizia che il suo libro sarebbe stato pubblicato, e ringraziarla anche per tutta la pazienza che in quest’ultimo periodo ha con me! 🤩

🎈PICCOLI DESIDERI🎈

Tom ed Elisabeth sono due giovani ragazzi. Elisabeth sta per sposare James, Tom è innamorato di Elisabeth.

Non riescono quindi a vivere il loro amore come vorrebbero, ma per cinquant’anni non smettono mai di pensarsi a vicenda.

Ogni anno, per l’anniversario del primo bacio, Tom porta a Elisabeth un croco azzurro con un desiderio, qualcosa che le piacerebbe fare assieme.

Il giorno del cinquantesimo anniversario però Tom non si presenterà.

Perché? Cosa è cambiato tra loro due?

@madamswirter

❤Miss Tom and Elisabeth❤

LA CENA DEI CUGINI

Un’infanzia vissuta a stretto contatto con tutti i cugini a casa dei nonni, con ricordi dolci, che hanno il retrogusto di quell’amore che sono i nonni ci sanno trasmettere.

Una casa con un grande parco attorno, e tutti i cugini che si ritrovano la domenica come una grande famiglia.

Gli anni, si sa, tendono ad allentare questo tipo di rapporto, perciò Martina decide di voler riunire tutti i cugini dopo anni dall’ultimo pranzo in famiglia.

Ma cosa potrebbe succedere se gli animi non fossero più come una volta?

Martina spera proprio che non sia così!

Però, scopriamolo con lei a con il calore della famiglia di una volta che @sabrinabignottiscrittrice
sa trasmetterci attraverso questo libro!

#lacenadeicugini#myheartslibrary#books#passion#read#reading

UNA BATTAGLIA LUNGA TUTTA UNA VITA

È il titolo del libro di Christian Iori, tratto dalla sua vera storia con la sua malattia e quella di molte altre persone.

Una sera Christian mi ha proposto il suo libro, ma quando mi ha spiegato le cause che lo hanno protato a scriverlo, non mi sono fermata nemmeno per un attimo e l’ho iniziato subito, facendomi trasportare tra le righe del libro.

Chris e Moira sono i due giovani protagonisti del libro, Chris in particolare, che racconta la scoperta della sua malattia, cioè la Sclerosi Multipla, per dare una scossa a più persone possibili, per rendersi conto che non è come noi la immaginiamo o pensiamo.

Chris sta per sposarsi con Moira dopo mille fatiche quando scopre di avere la Sclerosi Multipla, ma nonostante molte difficoltà decide di non rimandare il giorno del matrimonio, giorno che i ragazzi aspettavano da molto tempo. Quel giorno, Lei, non poteva rovinarglielo, anche se ci sarebbe stata ad accompagnarlo.

Inutile dire che Chris ha preferito la compagnia della moglie Moira, che lo ha sempre sostenuto fin dall’inizio e prendendosi cura di lui accompagnandolo in questo percorso, così come molte altre figure che ruotano attorno alla vicenda o al protagonista. Tra queste figure mi ha emozionato molto Karl, compagno di stanza durante il ricovero in ospedale che lotta con un altro grande nemico, e che lascia un ricordo indelebile a Chris, da far venire la pelle d’oca.

Chris e Karl si legano in particolar modo perché condividono non solo una stanza d’ospedale, ma una lotta ed una forza che poche persone conoscono e possiedono, ma soprattutto, poche persone sono in grado di trasmetterla come Christian in questo libro.

Un grande abbraccio quindi a chi, oggi, nella giornata a sostegno della ricerca contro la Sclerosi Multipla, sta lottando con questa malattia senza mai demordere!

ZIA MAME

Ma percè non l’ho scoperto prima? Ho visto questo libro, di Patrick Dennis, molte volte nei blog di lettura, ma non ho mai avuto modo di leggerlo. Qualche giorno fa, complice una promozione in libreria, ho deciso di acquistarlo e farmi guidare da Zia Mame e Patrick in questo fantastico, divertente e burrascoso libro!

Patrick è un bambino di dieci anni quando viene affidato dal padre a Zia Mame, in quanto orfano di entrambi i genitori, che sul letto di morte ha detto che gli stava appunto per lasciare la maggior disgrazia possibile: essere affidato a lei.

Patrick parte quindi dopo la morte del padre per trasferirsi da lei che è assolutamente il contrario del padre: moderna, sempre in prima linea in fatto di moda, di pensieri, anticonformista, e con una mentalità molto molto aperta! e così che Patrick conosce Ito, servitore della zia Mame, ma anche tantissime altre personalità e celebrità.

La donna passa però poco dopo dalle stelle alle stalle, restando senza nemmeno un soldo e costretta a lavorare e cambiare vita. Viene però licenziata in diversi posti di lavoro, fino all’ultimo, dove conosce un ricco signore, Mr. Burndise, che tenta di farla riassumere. Ma l’amore si sa,vince su tutto, facendo innamorare i due, e convogliando a nozze. Dopo poco tempo un’altra disgrazia si abbatte su Zia Mame, che non molla però le sue forze.

Nonostante sia un romanzo ambientato nei tempi della guerra ed in alta società, dà modo di vedere e sottolinea, quanta sia la forza di questa donna. Cade molte volte, si rialza sempre e con una battuta più divertente dell’altra. Sta vicino al suo unico erede e nipote, Patrick appunto, senza fargli mancare nulla, anche a volte è lui il baby sitter della zia!

La sua ironia pungente mi ha catturata moltissimo, tanto che spesso cercavo il libro per cercare di portarmi avanti e stare in sua compagnia. E’ uno di quei personaggi che fanno sentire la sua presenza e credo che Dennis non potesse scrivere meglio questo romanzo! Proseguirò quindi con un altro bellissimo libro dedicato nuovamente a lei: Intorno al mondo con Zia Mame, sempre di Patrick Dennis!

Non vedo l’ora di raccontarvi quali altre avventura ci porta a vivere!

E tu? Ti senti mai un pò Zia Mame?

NON PUOI BACIARE LA SPOSA!

Oggi voglio parlarvi di questo romanzo, che mi è stato presentato da Adele, de “Il Salotto “, con la quale ho già avuto modo di avere altre collaborazioni.

Il romanzo di oggi è di Terry Adams, e ci porta in un rocambolesco matrimonio con i fiocchi!

Giulia, protagonista trentenne dedita al suo lavoro, si trova con una proposta di pausa dal lavoro. La proposta le viene fatta dalla sua migliore amica Valeria, moglie di Simone. Giulia non dovrà far nulla, solo accettare la.sua proposta, ed in un batter d’occhio si troverà a Porto Cervo a rilassarsi. Tutto pagato. A chi non piacerebbe?!

Giulia accetta quindi la proposta, che sembra troppo bella per essere vera. In effetti, una condizione c’è, e a lei non piace, ma ormai è incastrata in questo pasticcio! Chiediamo alla scrittrice cosa ne pensa!

• Buongiorno Terry, che cosa l’ha spinta a scrivere questo libro e a cosa si è ispirata?

Decidere di scrivere un libro è sempre una scommessa, non sai mai come e se ci riuscirai. Un giorno mi è venuta un’idea, probabilmente l’avevo sognata e l’ho appuntata. Mano mano ho delineato il personaggio prendendo qualche spunto dalla vita reale.

• Come ha scoperto la passione in merito alla scrittura è come l’ha coltivata?

La mia passione per la scrittura nasce sin dall’adolescenza. Adoravo fare temi e le insegnanti mi dicevano che avevo parecchia fantasia. Se sapessero che ho messo a frutto i loro insegnamenti penso sarebbero contente. Da che ne ho memoria ho sempre scritto: mi ritrovo diari, quaderni pieni di storielle, appunti e spunti. Un giorno finalmente, incoraggiata da mio marito, ho deciso di pubblicare il mio primo libro e, dato che ho sempre scritto, da allora non mi sono più fermata.

La coltivo leggendo tantissimo e osservando i gesti delle persone, a volte anche il più piccolo gesto può essere d’ispirazione ed essere usato in una storia.

 

• Qual è  il miglior ricordo legato alla stesura di questo libro?

Sono tanti i ricordi legati a questo libro in quanto ci ho messo davvero tanto a scriverlo.  Credo che il ricordo migliore sia legato all’epilogo.

Giulia e Andrea sono stati con me per tanto tempo, abbiamo condiviso tante emozioni. Lasciarli andare è stato al contempo una liberazione e una sofferenza. Una liberazione perché potevano finalmente camminare da soli, una sofferenza perché lasciarli andare, essendo loro parte di me, non è stato per niente facile. Ma, dato che ora sto scrivendo una storia su Elena, la sorella di Giulia, non gli ho detto proprio addio.

•  La storia è venuta da sé  oppure era già ben formata ?

La storia provo a delinearla ma alla fine sono i personaggi che mi dicono cosa scrivere. Pensi che nei miei progetti Giulia e Andrea avrebbero dovuto innamorarsi molto prima, invece Giulia ha deciso di non essere ancora pronta ad amare e ha fatto penare davvero il povero Andrea e anche me.

Allora? Siete riusciti a capire di quali condizione si tratta? 😊

FIDANZATO PART-TIME

Lisa, ragazza molto semplice, a volte impacciata, ma che ne ha vissute di tutti i colori, a 28 anni vive da sola, con il coinquilino Marco. Segretaria part time per un noto dermatologo della città, in una pausa lavoro si reca a mangiare una pizza con Marco, amico del cuore con la quale si confida e racconta tutto.

Dopo esser stata invitata alla rimpatriata della classe, Lisa è giù di morale. Sa che lei, la sua vecchia amica, farà di tutto per metterla in imbarazzo, perché non ha un buon lavoro e non è nemmeno fidanzata.

Marco decide di farla divertire e farle passare una pausa diversa dal solito, portandola in quel ristorante di cui al momento si parla, quello in cui il pizzaiolo cucina ballando, Mike pizza e merengue!

Mike vorrebbe avere le gestione della pizzeria di famiglia, gestione che il nonno non vuole lasciare al nipote finché non mette la testa a posto e mette su famiglia. Ma Mike non ha nei piani il matrimonio.

Si iscrivono entrambi ad un sito di incontri, tramite la quale si conoscono e stringono un accordo: si aiuteranno a vicenda.

Ma qual’è la ricompensa? E se i piani dovessero saltare?

Il 29 Aprile il romanzo uscirà nelle librerie, andiamo a scoprire come finirà!

FIN DE SIèCLES!

GIALLO IN ARRIVO!

Oggi, in collaborazione con @adelerosswriter ed @il_salotto_magazine vi parlo di questo nuovo libro, fresco fresco, uscito il 12 Aprile! O meglio, non si tratta solo di un libro, ma di una saga composta da ben quattro libri!

La saga ruota attorno allo sfondo dell’Inghilterra, non ha un periodo ben preciso e definito, ma Fin de Siècle, sì.


“Fin de siècle – Il ritorno di Jack” è un giallo ambientato in una bellissima #Londra vittoriana, quando il corpo di una prostitute viene trovato fatto a pezzi. Manca solo il cuore, probabilmente organo preso come #simbolo di vittoria dal #killer.
La #città è in subbuglio e spaventata, Jack lo squartatore era morto realmente, oppure è tornato?
Su questo dubbio, arriva al Signor Fox un biglietto anonimo di poche parole e poche righe, che smuovono qualcosa in lui, mentre la sua domestica gli annuncia che si sposerà.
La cosa lo infastidisce, ma perché? Alla fine lui non vuole sposarsi, quindi come mai quell’angolo al dito della domestica gli dà così fastidio?!

Vediamo quindi come il giallo ha anche sfumature romance e vere e proprie storie intrecciate tra di loro!


Proviamo a scoprirlo nella #Saga “Fin de siècles ” con il nostro #detective Fox! Che sia l’inizio di una saga che ci porta in viaggi fantastici?

Beh, io direi proprio di sì!

MAI FIDARSI DI UN OMBRELLO APERTO!

Sono scaramantica. Ok, non troppo, però sì. Quando questa mattina mio figlio mi ha chiesto il suo ombrello (sì, nero e grigio!)per giocare in casa, non ho insistito e gliel’ho dato, sperando nessuna sfortuna oggi mi si avvicinasse. “Sono solo fantasie” ho pensato tra me e me “non può succedermi nulla, è un ombrello da bambino!” (sì certo, ma non cambia il fatto che sia un ombrello).

Qualche ora dopo ho dovuto fare una commissione urgente, ovviamente senza denaro contante in tasca, perché pensavo che avere il bancomat con me fosse già sufficiente. Già, se solo non mi dimenticassi il codice mentre sono alla cassa con una coda di gente dietro di me! Quella povera cassiera ha acconsentito a farmi provare e riprovare il codice, ovviamente facendo nuove transazioni, in modo da non poter errare tre volte di fila il codice, ma nulla, vuoto totale nella memoria. ZERO!

Corro a casa, sicura di averlo scritto da qualche parte, non posso essere stata così sciocca! Dandomi della stupida, continuo a cercare il codice a casa, che fortunatamente trovo e torno di corsa alla mia commissione, ovviamente in ritardo (un’ora più precisamente, sempre che di ritardo si possa trattare, e non addirittura di appuntamento saltato!).

Finalmente pago il mio debito, ed esco molto soddisfatta dal negozio, contenta di aver rimediato alla figura disastrosa fatta mezz’ora prima, almeno mi sono salvata.

Ero al settimo cielo, felicissima, mentre pensavo a dove fossero le mie chiavi della macchina…Già, le chiavi della macchina, dove sono?!

Ah già, in tasca dei jeans! Aspetta un momento…io non metto mai le cose in tasca dei jeans! Nella borsa! Impossibile, ho appena controllato…ma che non siano….veramente……rimaste……..DENTRO LA MACCHINA?!

Corro ormai disperata e sudata alla mia auto, che ovviamente risulta accuratamente chiusa e senza chiavi! Vuoto di nuovo la borsa per terra, in un parcheggio, sotto lo sguardo attento di un anziano che stava facendo una delle manovre più lente e curiose della sua vita, e no. Niente chiavi della macchina. Trovo almeno il telefono, posso chiamare mio marito. Anzi no! Chi lo dice a mio marito di questo casino?!

Ovviamente ha già chiamato per circa cento volte al minuto, ma niente. Le stelle in questo buio parcheggio sono bellissime, il panorama non è poi così male. Finalmente rassegnata all’idea di dover rispondere al telefono, cerco le parole esatte per parlare e per non dire dei miei due guai, quando poi mi viene un dubbio:

“Ciao amore, tutto bene, non ti preoccupare, sono viva e ti racconto tutto più tardi, ma ascolta ho una cosa importante da dirti: non è che il bambino ha chiuso l’ombrello?!”

DALLA CAMPAGNA ALLA CITTA’ – LE DIFFERENZE NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI.

Sono ormai 7 anni che vivo praticamente alla periferia della città di Brescia, ma sono originaria della provincia di Cremona, dove la campagna è tutto, e in questi giorni mi domandavo se effettivamente ci fossero state molte differenze nella mia vita di prima e quella di ora.

Quando abitavo in mezzo alla campagna (un paese di circa 3000 abitanti a 25 km dal primo supermercato disponibile) pensavo fosse tutto semplice, in realtà poi mi sono accorta che non era così, semplicemente ci ero abituata,  lì ero nata e cresciuta, e per me era la normalità. Mancava l’acqua, o semplicemente mi mancava qualcosa di necessario? Prendevo la macchina ed andavo a circa 20km da casa per comprarla, poi tornavo a casa. Il supermercato era in un piccolo centro commerciale, almeno tenevano aperto fino alle 20, ma in paese, nonostante le piccole botteghe con scelta limitata, non avevamo nulla. Ovviamente alle 18 chiudevano. Quindi una delle prime necessità era quella di avere la benzina nella macchina, in caso ci fosse stata un’emergenza doveva sempre essere pronta! Supermercato, abbigliamento, dottori e molto altro ancora, erano ben lontani dalla mia abitazione! Figuriamoci che per andare a scuola dovevo cambiare ben due pullman prima di arrivarci (sempre in ritardo e dando la colpa al pullman ovviamente, anche quando non lo era!).

Quando sono venuta ad abitare alla periferia di Brescia non mi sembrava possibile che potessi scendere a piedi ed avere ben due diversi supermercati sotto casa ed un fornaio! La macchina?! Non ha nemmeno senso prenderla, per tornare a casa con una piccola borsa della spesa, non la accendo nemmeno! Non dimentichiamoci che lungo il tragitto quelle dannate vetrine di vestiti, profumerie, edicola e estetista, mi attirano sempre parecchio! E mannaggia, quando torno dal lavoro alle 19.00 sono ancora aperte! Ho bisogno di comprare qualcosa per il bambino? Non c’è problema, sono aperti fino le 20! Non ho voglia di fare la cena? Non c’è problema, un colpo di telefono, circa 20minuti ed eccola a casa! Bello vero?! Certo, queste sono proprio primissime differenze e cambiamenti ottimi, che difficilmente mi farebbero tornare nella campagna, però…ci sono dei però!

Vogliamo pensare a quanto il silenzio della campagna sia pieno di vita nonostante ci sembri vuoto? A quanto era bello farsi una passeggiata e vedere un tramonto in mezzo ai campi? A quanto era bella aprire le finestre la mattina sentire l’odore dei campi, del tempo che sta per cambiare, degli uccelli che cantano. I veri prodotti “BIO” perché coltivati nel nostro orto, andare una volta al giorno a vedere “le bestie” con mio nonno, e stare con gli animali, di qualsiasi tipo e genere!

La vita in città è veramente bella, comoda, ed ogni cosa è semplicemente a portata di mano, ma mai come ora, in questo momento, mi manca il silenzio della campagna. Ambulanze, clacson, treni, e rumori della nostra vita frenetica. Dove sono finiti gli uccellini? Perché la mia camminata non esiste più e vado sempre di corsa?!

Ma poi, dove vado sempre di corsa?! Dove andiamo sempre di corsa, senza mai alzare gli occhi a ciò che ci circonda?!

E tu? Non pensi sia il momento di fermarsi un momento ad osservare ciò che ci circonda e prendere il respiro?!